Raspberry: Impostare la tastiera italiana

Dopo la prima installazione del sistema operativo, qualora dalla fretta di vedere il nostro raspeberino in funzione, non avessimo scelto correttamente la tastiera utilizzata,sarà necessario impostare la tastiera italiana per evitare di impazzire alla ricerca di . , : \ $ @ & etc… . Per farlo basta aprire un semplice terminale e lanciare l’istruzione:

MODO 1

sudo raspi-config
In questo modo si aprirà il menu di configurazione del vostro Raspberry.

Selezioniamo la voce:

Internationalisation Options

e successivamente
CHANGE KEYBOARD LAYOUT
Qui sarà possibile selezionare la tastiera preferita.

 

MODO 2

Un altro modo di impostare la tastiera italiana è il seguente:

Aprire il terminale e lanciare il seguente comando:
sudo nano /etc/default/keyboard
Questa istruzione vi permetterà di accedere al file di configurazione della tastiera. Dovrebbe aprirsi qualcosa di simile:

# KEYBOARD CONFIGURATION FILE
# Consult the keyboard(5) manual page.
XKBMODEL=”pc105″ XKBLAYOUT=”gb” XKBVARIANT=”” XKBOPTIONS=””
BACKSPACE=”guess”

A questo punto basta sostituire in XKBLAYOUT gb con it. Fatto questo procedimento fate ctrl + x se vi chiederà di salvare premete Y.

Per vedere le modifiche apportate basta rimuovere la periferica e reinserirla. Qualora le modifiche non fossero ancora attive, un riavvio non fa mai male.

Raspberry PI – Realizziamo un Media Center

Raspberry Pi 2 è il piccolo computer dei miracoli: a 35 euro, questo il prezzo da pagare per entrare in possesso della piccola scheda, è possibile costruire un piccolo client perfettamente funzionante da espandere a piacere (ma non è necessario) aggiungendo schermo, videocamera e altri moduli aggiuntivi venduti a parte. Il Raspberry Pi, un po’ come Arduino, è una base di partenza che permette di realizzare un po’ tutto se agganciato agli accessori adatti e dotato di un sistema operativo adeguato, ma senza troppo impegno e senza esperienza può anche essere comprato e usato da utenti meno esperti.

L’applicazione principe per il Raspberry è il Media Center: il piccolo computer può gestire senza problemi Kodi, uno dei mediacenter open source più diffusi al mondo (il vecchio XBMC). Kodi è un media center completo ed espandibile grazie ad un numero pressoché infinito di add-on e espansioni create dalla community, e gestisce file locali, file di rete, streaming da servizi web per video, musica e foto. Caricare Kodi su Raspberry è semplicissimo: basta scaricare OpenElec, una piccola distribuzione linux ottimizzata e già pronta per il piccolo computer.

L’immagine da 100 MB circa va caricata su una memoria SD e inserita nello slot: dopo pochi secondi sul TV vediamo apparire la schermata principale del Media Center, completamente in Italiano e pronta per essere utilizzata.

Un’università spagnola abbandona Windows e passa a Linux

La migrazione a sistemi Open Source continua, fortunatamente, senza sosta. Ecco un altro caso di successo dell’università spagnola di Leon.

Sempre più aziende ed enti pubblici decidono di abbandonare i sistemi proprietari per affidarsi all’Open Source. Più e più volte abbiamo avuto modo di sottolineare i vantaggi di una tale decisione e ciò che ci fa piacere è che, statistiche alla mano, in effetti il mondo sta aprendo gli occhi. Ad aprire le danze fu la città di Monaco di Baviera e poi via via seguirono a ruota numerosi altri comuni ed enti pubblici (anche italiani). Ed oggi, ecco un’altra lieta notizia sul fronte migrazione all’Open Source. Un’università spagnola è riuscita a far fuori Windows e i software proprietari abbracciando esclusivamente Linux e, più precisamente, Ubuntu.

L’idea che un’università possa lavorare con sistemi proprietari fa davvero paura agli amanti del Software Libero e dell’Open Source. Specialmente perché vedere un sistema operativo chiuso in un laboratorio di informatica universitario, cozza un po’ con i principi che stanno alla base di una struttura universitaria: la sete di sapere. Sta di fatto che Fernando Lanero, del College spagnolo di Leon ha raccontato ai colleghi di muylinux.com com’è avvenuta la migrazione della sua università da Windows a Ubuntu.

Lanero non nega che le difficoltà ci sono state, non tanto dal punto di vista finanziario o tecnico, ma da quello umano. In che senso? Nel senso che la gente non vuole cambiare il proprio modo di fare, ha paura del diverso ma, quando si accorge che quel diverso non è poi così diverso, beh, è proprio in quel momento che d’un tratto Linux diventa un’apprezzata soluzione. Bisogna combattere quotidianamente fino a far capire a chi del Pinguino non ne vuole sentir parlare che in realtà ha solo dei vantaggi rispetto a Windows.

In ogni caso, un problemino tecnico si è verificato: le loro lavagne Hitachi non erano supportate dal kernel Linux di Ubuntu 14.04 (release 3.13). Ma aggiornando al kernel 3.14 tutto ha funzionato alla perfezione. Così, oggi l’università di Leon si ritrova con oltre 120 PC completamente migrati a Linux (nessun sistema in dual-boot). Un bel risultato. Se vogliamo scoprirne di più, possiamo fare un salto su questa pagina.

Immagine

Fonte: http://www.tuxjournal.net/ununiversita-spagnola-abbandona-windows-passa-linux/